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MATTIA CALANCHI


Mattia Calanchi, bolognese di nascita e di cuore, interessato alla fotografia fin da quando analizzare i propri scatti aveva un costo e per imparare sul campo era necessario appuntarsi tempo e diaframma. Inizialmente la sua fotografia si concentra sui viaggi e, nello specifico, sui luoghi visitati. La partecipazione alla vita del FotoClub Pontevecchio e l’avvento del digitale, hanno rappresentato per lui il modo ottimale per unire l’anima tecnica (“da ingegnere”) a quella più artistica che, anche se apparentemente nascosta, è presente e da qualche tempo ha iniziato a manifestarsi nei suoi scatti.
Le immagini passano da quelle di luoghi visitati a quelle dei luoghi vissuti dalle persone e dal fotografo.
Non abbandona la passione per gli audiovisivi, ma si avvicina al reportage e dai suoi viaggi, ora, è tornato alla sua amata Bologna. Sta ancora cercando di capire che fotografo è…

TIZIANO GIOVANNINI


Tiziano Giovannini, fotoamatore bolognese, nel 2002 entra a far parte del Fotoclub Pontevecchio per confrontarsi con altri appassionati e migliorare la tecnica fotografica. Negli anni dal 2004 al 2011 ha fatto parte dell'AIRF (Associazione Italiana Reporters Fotografi) collaborando nella cronaca cittadina con un reporter bolognese e pubblicando le proprie fotografie sui quotidiani locali e nazionali. Questa esperienza lo ha portato a privilegiare la fotografia di strada e documentaristica, e a considerare la testimonianza dello scorrere del tempo una grande opportunità, attraverso le immagini dei luoghi, delle persone e dei costumi. La fotografia è una macchina del tempo che dà la possibilità di fermare un attimo irripetibile nella vita nostra e dei soggetti ripresi. La “Street Photography” è, forse, semplicemente la fotografia dello straordinario nell’ordinario.

“Una fotografia non la fai solo con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato.”
(Ansel Adams)

GIULIANO MAZZANTI


Giuliano Mazzanti, fotoamatore bolognese, inizia ad avvicinarsi alla fotografia nel 1989 frequentando un corso presso il Fotoclub Pontevecchio di Bologna. Nel 1991 inizia a produrre audiovisivi fotografici, spinto dall’idea di unire la sua passione per la musica con quella per la fotografia. Una passione che dura da oltre 25 anni e che lo ha portato a realizzare più di settanta audiovisivi tra analogico e tecniche digitali. I temi trattati toccano argomenti molto differenti tra loro, dal genere umoristico e grottesco, al reportage, a temi di carattere storico, ma sempre con la figura umana come protagonista. Si rende conto di essere un “fotografo di strada” solo dopo molti anni che fotografa. La Fotografia “Street” è caratterizzata da una forte spontaneità del soggetto ripreso e dalla conseguente improvvisazione del fotografo, che deve interpretare la realtà che gli si pone davanti: una particolarità che ben si adatta alla sua indole. Usa prevalentemente il colore, ma non rinuncia al bianco e nero, soprattutto nelle situazioni in cui viene favorita la lettura estetica e interpretativa della fotografia. Più che alla ricerca di singole immagini i suoi scatti fanno parte di progetti più ampi mirati alla documentazione sociale degli ambienti cittadini.

PAOLO MERLO PICH


Paolo Merlo Pich, nato a Bologna, dove vive e lavora come architetto, si dedica in modo continuativo alla fotografia dal 2010 dopo un corso al Fotoclub Pontevecchio di Bologna di cui diventa presidente dal 2013. Interessato alla riflessione sul rapporto fra l’uomo e l’ambiente in cui vive, si avvicina alla “Street Phography” interpretandola in un modo personale nel quale “la strada” e l’architettura acquisiscono un ruolo prevalente rispetto alla figura umana che rimane tuttavia, attraverso la sua presenza/assenza, al centro del suo racconto. La fotografia in bianco e nero è una passione da cui riesce difficilmente a liberarsi.

MANUELA TOSELLI


Manuela Toselli, bolognese, fin da giovane si avvicina alla fotografia con lo scopo di documentare i propri viaggi, i momenti di svago e gli attimi più significativi vissuti in famiglia o con gli amici.
Poi si rende conto che la fotografia, intesa solo come custodia di quei ricordi, non la soddisfa più pienamente e che dalla pratica fotografica vuole ottenere qualcosa di più profondo. Ecco perché si iscrive al corso base di fotografia digitale del Fotoclub Pontevecchio.
Intuisce che la fotografia può aiutarla, attraverso le immagini, a trasmettere una propria idea ed una sensibilità sinora inespressa.
Preferisce operare in contesti urbani, nelle periferie degradate e fra archeologie industriali, e cogliere nei passanti - uomini e donne del nostro tempo - le contraddizioni, le solitudini, i contrasti, i gesti quotidiani ma anche gli aspetti di riscatto sociale, di solidarietà e, non ultime, le qualità dell'ingegno.


“Credo che le migliori foto siano spesso sui bordi di ogni situazione. Fotografare la situazione è quasi meno interessante che fotografare i bordi”.
(William Albert Allard)

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https://www.instradaphoto.it/i_fotografi-p

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